Ettore Busetto - i poeti di Pordenone
Ettore Busetto (Pordenone 1909 - 1978) visse e lavorò a Pordenone divenendo una delle figure più rappresentative e più ricordate della città, anche a distanza di trent'anni dalla scomparsa. Fu impiegato all'Elettrica Trevigiana (oggi Enel) quindi nell'azienda commerciale da lui fondata. Negli anni 20 il primo contatto con il teatro, interesse che insieme alla poesia lo accompagnò per tutta la vita. A una prima esperienza nella filodrammatica del Circolo giovanile “Beato Odorico” segue la partecipazione nella filodrammatica del Dopolavoro che esordisce nel 1932. L'anno successivo il complesso consegue il primo premio al terzo concorso tra le filodrammatiche del Friuli con un'opera che vide Ettore Busetto protagonista. Nel 1940 viene chiamato a dirigere la filodrammatica del Dopolavoro del Cotonificio Veneziano. Esperienza che chiuderà; la sua partecipazione in ambito teatrale (ci ritornerà solo solo per declamare qualche lirica). L'amore per il teatro però non si esaurisce nel poeta che scrive un atto unico: "Le strade della vita". Nel 1949 fonda la Propordenone della quale accetta la direzione solo nel 1957, per un anno, durante un periodo di difficoltà per l'istituzione. Tra i molteplici suoi impegni sociali si ricorda il sostegno dato alla costituzione dell'Università popolare (poi circolo Humanitas), della filodrammatica (poi Gruppo Teatro), e la promozione della Rassegna di prosa. Nel 1975 riceve il cavalierato della Repubblica e nel 1976 il premio San Marco. Nel 1948 pubblica, cedendo alle affettuose insistenze di amici e ammiratori, pubblica "La Bossina” (ed. Cosarini, 1948). Nel 1970 è la seconda edizione de “La Bossina" (Propordenone, 1970) rimaneggiata rispetto alla precedente. Quattro anni più tardi il volume "I sentieri dell'infinito" (Propordenone, 1974). Altre liriche hanno sono state pubblicate su giornali e riviste locali riscuotendo un notevole successo.
LA POESIA
O nobil arte di comporre in versi: quel che la mente afferra, il cor traduce captando ai cieli tersi in controluce.
È buono il verso che, sgorgando puro, dipana con sua magica chiarezza ogni pensiero oscuro ogni incertezza.
Ed è divino quando trae dall'ombra la coscienza, che scioglie da suoi veli, e quando ad essa sgombra le vie dei cieli.
È il Prometeo, che porta in ogni cuore il fuoco della vita, e che concede la speranza all'amore luce alla fede.
(1951 – Settembre)
OBLIO
La memoria cede alla lusinga degli anni e forse un giorno mi dimenticherò di vivere.
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Por lobogabriel - 17 de Noviembre, 2008, 14:08, Categoría: librocomentarios
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